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Non sono mai stato un genio all’università.
Tantissime volte mi sono trovato a pensare di mollare tutto e cambiare mestiere, ma c’era qualcosa che mi teneva legato a questa materia: la passione!
Tuttavia, non riuscivo a canalizzarla nel modo giusto. Leggevo dei grandi maestri dell’architettura:

L’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce.

[cit. Le Corbusier – Verso un’architettura]

Allora, mi impegnavo a studiare i volumi, cercavo di capire come intersecarli per costituire architetture gradevoli.
In realtà, però, finivo sempre per produrre progetti dozzinali che non soddisfavano né me né, evidentemente, i miei professori.
Mi continuavo a ripetere che doveva esserci un modo per dare senso alla mia passione sfrenata per l’architettura e non demordevo. Continuavo a pensare che doveva esserci qualcosa di sbagliato in quello che cercavo di mettere in atto, qualcosa che andava contro quello in cui credevo.

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La Bioclimatica

Finalmente, all’inizio dell’ennesimo semestre, iniziai a seguire il corso di progettazione ambientale. Durante le lezioni iniziai a comprendere che l’architettura non era solamente un gioco sapiente di volumi sotto la luce, bensì

il gioco sapiente, rigoroso e appassionato dei volumi nel rispetto del contesto ambientale nel quale viene inserita.

Da allora tutto mi fu più chiaro. Iniziai a conoscere quello che per me oggi è il concetto vero e più profondo di architettura, ovvero, l’architettura consapevole e la bioedilizia. Da quel momento in poi, la mia ferma convinzione nel far conoscere questa realtà architettonica mi ha portato a combattere senza mai fermarmi!
La cosa più bella, quasi romantica, dell’architettura consapevole è la possibilità reale di vedere nascere la propria casa a seguito di un percorso di conoscenza. A quel punto, quando siamo consci di ciò che ci circonda veramente, nessuno avrà gli strumenti per poterci dire che abbiamo fatto un errore nella giustapposizione della nostra casa.
Il prospetto sarà corretto perché le finestre sono poste nell’unico modo possibile affinché le correnti d’aria rinfreschino la nostra casa in ogni stanza.
La posizione all’interno del terreno sarà corretta perché gestita dalla possibilità di cogliere, fino all’ultimo, ogni raggio solare offertoci dall’ambiente.

Saremo quindi noi a conoscere le nostre case e nessuno potrà dirci che abbiamo sbagliato.

La Bioedilizia

A tutto ciò, si aggiunge la sensazione che si prova ad entrare in una casa costruita in bioedilizia. Una casa costruita sulla terra con la terra.
Al giorno d’oggi esistono sistemi costruttivi misti in legno e terra cruda che sono in grado di conferire un aspetto caldo e accogliente alla casa.
Siamo abituati a entrare in abitazioni costruite in maniera tradizionale, ambienti freddi.
Sicuramente a tutti sarà capitato di fare un trasloco: vedendo la casa vuota, priva di tutti quei mobili che la rendevano nostra, sembra quasi che non ci sia mai appartenuta.
Con i materiali della bioedilizia questo non accade: il profumo del legno misto alla traspirabilità dei mattoni di terra rende la casa Nostra, imprescindibilmente e inconfondibilmente.

Oggi, insieme a Cristina Zappardo, la mia compagna di vita, e a Renato Lombardo, uno dei pochi colleghi che credono in questa bellissima realtà, cerco di far conoscere quello in cui credo. Insieme, abbiamo fondato un’Associazione di Promozione Sociale, Un passaggio per Biotopia, per sensibilizzare a livello locale sui temi dell’edilizia sostenibile e di un’architettura consapevole e consapevolmente inserita nell’ambiente.

Non sono convinto di possedere la conoscenza, ma semplicemente

mi piacerebbe che tutte le persone potessero conoscere il piacere che ho provato io quando, per la prima volta, sono entrato in una casa frutto di un’architettura consapevole.

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